8 dicembre 2011

Nient'altro che un'ombra


Eravamo rimasti al punto in cui spendevo più di 100€ per un paio di articoli per fumatori.
Lo scritto del precedente post è solo una “storiella” (un pezzo della mia vita!), ora scriverò cose più interessanti, che coinvolgano i più.

Non ho scritto un passaggio fondamentale, cioè non ho scritto come ho fatto a passare dal “provare” al “fumare abitualmente”.
Prima di scrivere qualsiasi altra cosa, devo dire che alle elementari sono stati organizzati alcuni incontri di sensibilizzazione sul fumo. Messaggio: fa male. Mi sarebbe piaciuto che non si fossero fatti scrupoli a dire a dei bambini che “il fumo uccide”. Però probabilmente si sono contenuti pensando che i bambini con genitori fumatori si sarebbero agitati troppo.
Questo era per dire che quando ho cominciato sapevo bene che i miei polmoni si sarebbero riempiti di merda chimica e cancerogena. Ci ho pensato un bel po'.

Ricordo che quando pensavo se continuare a comprarmi le sigarette avevo deciso di diventare membro del club Facciamoci Del Male con l'unico scopo di socializzare meglio. Non si trattava di “se mi vedono fumare saranno più disposti a socializzare”, ma “fumare mi fornisce le occasioni per socializzare meglio”.
Beh, per i primi 2 anni ha funzionato.
Con l'aiuto delle proprietà psicotrope della nicotina questo proposito si è realizzato. Ma rimaneva ben chiaro nella mia mente che finché ci sarebbe stato bisogno di imparare a rapportarsi con altri esseri umani, avrei avuto bisogno ANCHE della pausa sigaretta.
Ma avere l'occasione non basta. Io rimanevo lo stesso. Ancora incapace di socializzare
A questo riguardo collego due esperienze di stage durante le quali non ho saputo approfittare delle varie pause sigaretta per stringere una qualche relazione con gli altri stagisti. Darei la colpa alla differenza di età, ma credo che avrei potuto superarla facilmente, visto il carattere interessante di quei laureandi in informatica.


Verso la fine di questa esperienza, avevo elaborato i motivi per cui fumavo. Ossia, perché continuavo a fumare.
  1. Socialità.
    Avevo incominciato per socializzare meglio, e ho continuato a farlo per lo stesso motivo.
  2. Noia.
    Accendersi una sigaretta è un ottimo modo per “staccare”. Nei momenti morti ho qualcosa da fare, visto che non mi piace stare fermo con le mani in mano.
  3. Immagine.
    La sigaretta alla bocca o tra le dita fa figo. Anche io volevo fare figo, anche se non mi è mai interessato più di tanto.
  4. Voce.
    Avevo sentito che fumare danneggia in qualche modo le corde vocali, e l'effetto era un abbassamento della voce. Siccome odio la mia voce, è stato uno dei motivi più forti per cui ho cominciato.
  5. C'è un altro motivo per cui fumavo. É segreto, non credo che lo dirò mai a nessuno.


E dunque, perché ho smesso?
Sento molte persone dire “smetto quando voglio” cercando di rispondere alle accuse dei non-fumatori riguardo alla dipendenza. Io non ho mai sentito il bisogno di dimostrare (neanche a me stesso) che posso smettere. Se volevo lo facevo. In fondo non ero messo male come alcuni miei (ex)compagni di classe che se non fumavano ad ogni ora (nascondendosi in bagno!) iniziavano a dare di matto.
Non ho mai voluto smettere, perché non avevo nessun motivo per farlo. Fino a quando mi sono messo con una ragazza, la quale non riusciva a nascondere molto bene il fatto che non apprezzasse questa mia abitudine. Vederla rattristarsi ad ogni sigaretta non era esattamente quello che volevo per lei, allora ho cominciato a prendere in considerazione l'idea di smettere. In fondo mi sembrava un piccolo gesto per ripagarla del suo incomprensibile interesse per me.
Inoltre avevo notato un notevole calo della capacità polmonare (giocando a calcio sputavo pezzi di polmone per pochi minuti di corsa) e temevo minori prestazioni sessuali. Come se non bastasse, iniziavano a scarseggiare i soldi. Per me erano sufficienti come motivazioni.

Serve un buon motivo per smettere di fumare? Sì, è fondamentale.
Una signora che rimane incinta farà di tutto per smettere. Non credete di non avere motivi per smettere. Tutti i fumatori hanno almeno 10 buoni motivi per smettere. In comune, hanno questo: il fumo uccide.
Manca la forza di volontà.
In teoria, qualsiasi motivo per smettere è migliore del motivo per cui si ha cominciato. Senza raccontarci balle: sappiamo tutti che chi comincia lo fa perché pensa sia figo. Ora, sapendo che ogni fumatore è consapevole, e colpevole della sua 'condizione' questo autorizza i non-fumatori a chiedere loro perché non smettono.

La difficoltà è relativa. Dipende dalla persona. Io non ero molto assuefatto perché mi sono sempre contenuto nell'accedermi sigarette. E con pochi, ma giusti motivi mi sono convinto a smettere piano piano. Diminuisco il consumo giornaliero, evito di fumare in presenza alla mia ragazza, e mi compro cartine, tabacco sciolto e filtrini. Rollarsi le sigarette è una bella noia, soprattutto quando si è all'aperto. Per lo sbattimento di perdere tempo per una sigaretta, che tra l'altro si spegne ogni 10 secondi, e anche per la mancanza di soldi, mi è venuta ancora di più voglia di smettere.
Per chi è messo male, ci sono farmaci apposta come cicche e cerotti alla nicotina. Ripeto: manca solo la forza di volontà. Se volete smettere, mettetevelo in testa e siate pronti a soffrire un po'. Il fulcro è capire che davvero volete smettere. E che lo fate seriamente, per un ottimo motivo.

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