Già da prima pensavo che eravamo troppi. Troppi ragazzi, troppi informatici, troppa concorrenza. Troppi in questa città. Troppi in Europa¹. Figuriamoci se pensiamo a quanto siamo piccoli e insignificanti di fronte ad un numero come 7 miliardi.
Non l'avete saputo? Recentemente il genere umano ha raggiunto la strabiliante cifra di 7 miliardi di esemplari viventi nell'intero globo. Ovviamente la cifra è solo stimata perché non ci sono dati certi sulla popolazione di alcuni paesi, soprattutto in quelli del terzo mondo ed in via di sviluppo, ma possiamo concordare tutti tranquillamente che il numero è approssimativamente quello.
Dicevo che siamo troppi.
In alcuni paesi c'è già da tempo un problema di sovrappopolamento (vedi Giappone, India), ma anche nei nostri paesi occidentali il numero di abitanti, seppur quasi stabile, è notevole.
7miliardi è un PROBLEMA. Una cifra così alta mi fa riflettere molto allo spazio sulla Terra, al sostenimento alimentare, e alla questione economica.
E pensate che continuerà a crescere. Nel 2020 saremo 8miliardi (circa, secondo una stima ONU).
Alcuni analisti e demografi sostengono che in un certo decennio la popolazione inizierà a diminuire, ma si parla di 2040-50. Il tasso di crescita è già in discesa da qualche decennio, ma è ancora positivo.
Nota: il tasso è globale, quindi una media dei paesi del mondo. In Europa il tasso è negativo già in questi tempi, mentre in Cina e India il tasso sarà ancora in crescita anche oltre il 2040-50.
Il problema spazio è relativo. Se tutti gli abitati del mondo dovessero mettersi uno vicino all'altro, occuperebbero appena la superficie di Roma. Considerando le abitazioni, occuperebbero la superficie della Francia. È chiaro però che non basterebbero le risorse della sola Francia a sfamare e soddisfare i bisogni di 7 miliardi di esigenti cittadini.
Il 90% della popolazione vive nell'emisfero nord, cioè al di sopra della linea dell'equatore. Se avete presente la disposizione delle terre emerse nel globo, sapete che le terre emerse si distribuiscono per circa il 65-70% nell'emisfero settentrionale e 30-35% nell'emisfero meridionale. Allora mi chiedo: perché questo squilibrio? Per me, una delle ragioni è l'economia. É logico che un cittadino voglia spostarsi dove può vivere meglio: un paese ricco ha ospedali che funzionano, sistemi di politica sociale, abbondanza di cibo e una politica stabile. Caratteristiche comuni a tutti gli Stati del nord a occidente. É quindi l'economia, secondo me, che potrebbe spiegare la strana collocazione di cui sopra. Ma dell'aspetto economico vorrei parlare di più, quindi dedicherò un post apposta.
L'altra questione che mi fa riflettere è l'alimentazione.
7 miliardi di bocche da sfamare sono tante. Almeno metà di queste si nutre con carne o derivati animali. Avete idea di quanto costa alimentare un animale? Tantissimo. Una mucca consuma come 44 uomini². In più deve bere, deve essere curata, deve essere tenuta al coperto. Il costo è influenzato da nutrimento, spazio, personale. Poi concorrenza, volumi di vendita, eventuali macchinari di macellazione (o lavorazione in generale), trasporto, certificazioni del prodotto.
La carne in particolar modo ha un costo enorme. Non a caso è considerata un cibo per benestanti. Nel medioevo solo chi poteva permetterselo aveva carne in tavola a tutti i pasti. Coll'avanzare del benessere e una assestamento del divario economico, ora anche noi 'comuni mortali' abbiamo tutta la carne che vogliamo in tavola.
Il discorso nutrimento è accostabile ad altri consumi il cui andamento è legato alla ricchezza media. Automobili, prodotti di consumo, comfort nelle case, e ovviamente i prodotti cosiddetti “complementari”, come la benzina per l'auto, il gas per la cucina nuova, l'elettricità per i televisori LCD.
Le risorse sono limitate. Facciamo l'ipotesi che, con i consumi attuali, il petrolio si esaurirà tra 50 anni. Se improvvisamente i consumi aumenteranno perché altri 2 miliardi di persone usano l'auto questa risorsa si esaurirà 20 anni prima. Questo per dire che il numero di consumatori rende decisamente più preoccupante il problema della limitatezza delle risorse.
Alle superiori ho studiato un po' di economia. Mi ricordo di un certo Thomas R. Maltus, un economista e demografo dell'800 che ha teorizzato il rapporto che c'è tra cibo e popolazione. Secondo lui, la produzione alimentare cresce in progressione aritmetica mentre la popolazione in progressione geometrica. Quindi periodicamente si verificheranno carestie.
Questa teoria è ormai superata, vista l'efficienza del mercato a reagire alla domanda con un'offerta adeguata. In altre parole, se c'è un aumento di consumi, i produttori riusciranno a soddisfare questa richiesta. Questo è possibile solo grazie al miglioramento delle tecniche di coltura e di allevamento, e al mercato globalizzato (più semplici scambi commerciali tra nazioni e regioni geografiche).
Esiste un neo-malthusianesimo, che ha rivisto la teoria originale di Malthus identificando il problema in una squilibrata distribuzione del cibo, non nella sua produzione. Se ci pensate, non è possibile che muoiano 300.000 persone ogni anno mentre in alcuni paesi c'è un'epidemia di obesità.
L'ultima considerazione che voglio fare riguarda ancora l'alimentazione.
Paesi come Cina e India, i più popolosi e i più in crescita, riescono a sostenere il fabbisogno alimentare perché hanno un'abitudine alimentare modesta. Il reddito medio è basso, e possono comprare pochi cibi, poco costosi. Quando, per il miglioramento del reddito medio, inizieranno a comprare cibi più complessi, costosi (in termini di produzione), e pregiati, e questa diventerà la nuova “dieta” ufficiale, la produzione potrebbe essere insufficiente.
É questa la vera preoccupazione. Anche rimanessimo 7 miliardi, se i 3 miliardi del lontano oriente cambiano abitudini senza che la produzione locale sia pronta a sostenere il fabbisogno, saranno guai.
Vi ricordo che nel prossimo post scriverò di come penso che l'aumento di popolazione sballerà l'economia.
¹ non cito l'Italia perché siamo relativamente pochi, rispetto ad altri paesi europei.
² un calcolo che ho fatto (forse sbagliato). Ho letto che una mucca mangia almeno 22kg di mangimi. Un uomo mangia 0,5 kg di cibo vario. Una mucca mangia come 22/0,5 = 44 uomini. Vorrei sapere con più precisione i consumi di entrambi gli animali, ma non ho trovato dati attendibili. Ancora di più sarebbe interessante sapere quante persone posso usufruire della carne macellata di una mucca.
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