26 marzo 2012

Immaginario 2: Integro


Non ricordo se era una scena di una commedia italiana, o un pezzo di una canzone di Elio e le storie tese, o una scena di un film Woody Allen, ma ripensavo a questa cosa:
“...Mi hanno tirato un pugno in faccia. Ho un occhio nero e soffrirò un po' per qualche giorno, però sono integro. Moralmente. Mentre lui, quando questa sera si sdraierà sul letto, ripenserà a quel tizio a cui ha tirato un pugno e si pentirà. Forse.”
Ecco, non è una citazione testuale, non me la ricordo bene. Non sono sicuro che il messaggio sia passato a voi, quindi vi espliciterò il senso: si vuole ironizzare su quei poveri sfigati che, subita una prepotenza, pensano che chi ha usato violenza si penta o si senta in colpa.
E ovviamente non succede.
Chi rapina le vecchiette o ruba i portafogli sugli autobus non si pente. Magari lo fanno da così tanto che neanche ci pensano più. Piuttosto saranno contenti dei soldi che avranno trovato, e di ciò che si compreranno con quei soldi.

Da questa idea, mi scaturisce il dialogo.
Ve lo inserisco nel contesto: la scena è occupata da me e da qualcuno che cerca di consolarmi. Io sono fortemente avvilito per la recentissima rapina che ho subito. In uno scambio di battute precedenti ho detto che avrei dovuto reagire, magari facendomi ferire, ma almeno avrei potuto (chissà) evitare di ritrovarmi con le tasche vuote, mostrando un certo senso di colpa.

– Non sei tu a doverti sentire in colpa, ma loro! Sono loro che sono dei criminali, sono loro che hanno fatto una cosa moralmente...
– Beh, a quanto pare non sembravano molto contrariati riguardo quello che stavano facendo. L'hanno fatto! E il problema, di nuovo, e che avrei potuto impedirglielo.
– Senti, non sei tu che devi sentirti in colpa, ma loro.
– Ma loro non sono esseri umani, io sì!

Nessun commento:

Posta un commento